Archivio | febbraio 2007

I VINI SARDI

 

Cannonau
E’ il vino più conosciuto della Sardegna, ottenuto da un vitigno di probabile origine spagnola, maggiormente prodotto nella parte orientale dell’isola. Vino DOC, dal colore rosso rubino e dal sapore caldo, pieno e secco.

 

Carignano
La produzione è concentrata nel Sulcis e nelle isole di S. Antioco e di S. Pietro. E’ un vino DOC tipico della zona del Sulcis. Di colore rosso rubino, dal gusto caldo e secco, con una gradazione alcolica di 11,5 gradi. Vino che accompagna ottimamente primi piatti, grigliate di carni, salumi e formaggi. Esiste anche quello rosato.

 

Malvasia
Probabilmente importato dalla Grecia in epoca bizantina, viene prodotto come vino DOC sia a Bosa sia a Cagliari. Può assumere diverse tipologie: liquoroso dolce naturale, liquoroso secco, dolce naturale, secco naturale. La durata dell’invecchiamento varia dai due ai tre anni. Il colore è il giallo paglierino. E’ un vino da degustare alla fine del pasto con un dessert o anche fuori pasto con dolci tipici sardi.

 

Mandrolisai
Prende il nome dalla regione in cui sono localizzati i vigneti; è un vino DOC nelle diverse tipologie rosso, rosso superiore e rosato. Il rosso ed il rosato hanno un sapore asciutto con retrogusto amarognolo gradevole al palato. E’ un vino da consumare a temperatura ambiente per accompagnare la consumazione di svariate e tipiche pietanze della cucina sarda.

 

Monica
Vino DOC di cui si hanno notizie in Sardegna da oltre un millennio; per apprezzarne appieno le qualità è consigliata una consumazione quando è ancora giovane. Esiste la versione di Cagliari e quella di Sardegna. Entrambe le tipologie hanno un gusto secco, caldo, sapido e gradevole al palato. La Monica di Sardegna ha un tasso alcolico inferiore rispetto a quella di Cagliari: 13 gradi il primo vino, 14,5 il secondo. Il colore della Monica di Sardegna con l’invecchiamento tende all’amaranto, mentre quella di Cagliari, all’arancione. Tale vino ben si consuma accompagnato a primi piatti e grigliate di carne.

 

Moscato
Viene prodotto in diverse località della Sardegna; tra i moscati più noti vi sono quello di Cagliari, di Sorso e Sennori, di Tempio e quello di Gallura. Nelle varie tipologie, la gradazione alcolica varia dai 13 ai 15 gradi. Il colore è giallognolo, il profumo forte, il gusto pieno, caldo e piuttosto dolce. Si gusta ottimamente se accompagnato a biscotti tipici sardi.

 

Nasco
Vino tipico della provincia di Cagliari, prodotto come vino DOC nelle versioni dolce naturale e secco, dal colore giallognolo, odore delicato e sapore leggermente amarognolo. La gradazione alcolica varia dai 13 ai 14,5 gradi. Presente anche nelle versioni liquorose, sia dolce naturale che secco, con gradazioni alcoliche che possono oscillano dai 15 ai 16,5 gradi. Considerato un vino da assaporare in molteplici occasioni, sia come aperitivo che come vino da dessert, ben si accompagna a formaggi piccanti.

 

Nuragus
Largamente prodotto nel cagliaritano, è tra i vini bianchi sardi più diffusi. E’ un vino DOC dal colore paglierino, dal sapore asciutto, con una gradazione alcolica di 10,5 gradi. Tale vino può essere ottimamente degustato dopo circa sei mesi fino ad un anno, in quanto non si presta all’invecchiamento. Lo si può gradevolmente bere col pesce o con leggeri antipasti, nonchè se servito particolarmente fresco, come aperitivo

Torbato
Vino assai pregiato e di origine Catalana, prodotto oggi nella zona di Alghero; prodotto in quantità limitata vista la delicatezza del vitigno e la produzione non regolare. Il colore è paglierino ed il sapore secco, raggiunge una gradazione alcolica di 11,5 gradi. Ottimo bevuto per accompagnare il pesce.

 

Vermentino
Importato dalla Spagna, ha trovato la sua collocazione geografica ideale nella zona della Gallura. Del Vermentino DOC, ne esistono due versioni: Il Vermentino di Gallura, dal colore giallo paglierino, vino secco, con una gradazione che può essere di 12 o 14 gradi, a seconda che si tratti della versione normale o superiore; il Vermentino di Sardegna, più leggero del primo con un tasso d’alcool di 10,5 gradi. Il Vermentino è un ottimo vino da utilizzare per accompagnare le pietanze a base di pesce.

 

Vernaccia
Tipico vino dell’oristanese, di origine romana. Vino DOC di gradazione non inferiore ai 14 gradi, con un invecchiamento pari a due anni per la versione normale, e tre anni per la versione superiore. Dal colore giallognolo, ha un sapore gradevole al palato, con un retrogusto amaro. Nella versione superiore la vernaccia ha una gradazione alcolica di almeno 15 gradi. Consumato sia come aperitivo che come vino da desse

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I LIQUORI SARDI

 

Amaro di cardo
Liquore creato dall’abilità dei pastori sardi ottenuto dall’infusione alcolica a freddo delle radici del cardo selvatico con l’aggiunta di zucchero o miele. Viene solitamente consumato dopo il pasto.

 

   

Filu e’ferru
Acquavite che prende il nome da una pratica usata in passato per nascondere il prodotto distillato clandestinamente: si metteva l’acquavite in un recipiente che poi veniva sotterrato e per individuarne la posizione, gli si legava un pezzo di fil di ferro che sporgeva dal terreno. La si ottiene da vinacce selezionatissime. La più rinomata è prodotta nelle zone dell’entroterra e dell’oristanese.

 Grappe
Ottenute da vinacce selezionate, le più note sono: quella di Cannonau, di Vernaccia, di Vermentino, di Malvasia, di Moscato. Ottime come digestivo e per scaldarsi nelle fredde giornate d’inverno.

 

Limone
Ottenuto dall’infusione a freddo della scorza di limone ancora verde nell’alcool, con l’aggiunta di miele e zucchero. Dal colore giallo-verdastro, è considerato un ottimo dissetante particolarmente gradito nelle calde notti d’estate.

 

Fico d’india
I frutti maturi particolarmente dolci, arricchiti con miele o zucchero, vengono messi in infusione a freddo in alcool.Il liquore è di colore giallo, dal gusto delicato e con una gradazione che oscilla tra i 21 e i 25 gradi.

 


 

Villacidro
La componente più importante del liquore è l’essenza di anice. E’ prodotto nelle versioni bianco e giallo, quest’ultimo deve il colore alla presenza dello zafferano. Ottimo come aperitivo o digestivo, spesso utilizzato anche per guarnire i più tipici dolci sardi.

 

 

IL MIRTO SARDO

 

MIRTO DELLA SARDEGNA

Questo liquore digestivo può essere fatto sia con bacche di mirto bianco dal sapore delicato, oppure, con le più diffuse bacche di mirto nero più aromatico, tipicamente sardo dal sapore unico e gradevole, che racchiude i profumi intensi della nostra Isola. Viene fatto in molte famiglie della Sardegna, per soddisfare il proprio palato e quello degli invitati che fortunatamente vengono a trovarsi a casa di chi lo fa… Ma anche per berlo dopo i pasti per dare manforte agli enzimi digestivi… Le ricette sono gelosamente conservate da ciascun nucleo familiare, credendo e sperando che sia la migliore… In effetti vi sono molte leggere varianti tra l’una e l’altra. C’è chi preferisce farlo con l’acquavite, chi leggero, chi denso ect.  ma in linea di massima per avere un ottimo mirto bisogna rispettare il periodo della fermentazione e i dosaggi… ma non fattelo buono come lo avevo fatto io… Vi racconto: Un gruppo di amici e amiche tra la metà del mese di dicembre e metà gennaio andarono in alta collina, si ritrovarono nel bel mezzo di una foresta di corbezzoli e mirto, da li l’idea di riempire di mirto alcune buste che avevano  in auto… Vennero a trovarmi la sera con le buste piene di mirto e di buoni propositi "Spyry sai cosa ci fai con queste? prepari il mirto così sappiamo dove andare a bere un buon bicchierino" Fu così l’ultima volta che preparai il mirto… Dopo aver imbottigliato i quattro bottiglioni da due litri, per non scordarmi la data di preparazione, misi degli adesivi con tanto di data e autore… Ma forse non era il caso che mi preoccupassi delle date… Perché? perché dopo 20 giorni non c’era più neppure l’ombra del mirto… SCOLATO! dalle amicizie ingorde, e io che pensavo di poterne assaggiare per un anno… aiooohh proviamo insieme? così almeno sarete voi a darmene!!! 

INGREDIENTI PER FARE IL LIQUORE DI MIRTO SARDO

Bacche di mirto : tante da riempire un contenitore di vetro da due litri

Rapporto: 700 Grammi di zucchero X 1 Litro di Acqua X 1 Litro di essenza

Acqua di fonte o minerale naturale: 1 litro X 1 litro di essenza

Zucchero: 700 Grammi X 1 litro di acqua

Alcool  puro a 90°: 1 litro

PREPARAZIONE

1) – Per prima cosa procuratevi un grande contenitore in vetro con chiusura ermetica.

2) – Ripulire le bacche di mirto da foglie e rami (mi raccomando bacche mature ma non secche)

3) – Riempire il contenitore di bacche di mirto, quasi fino all’orlo (- 2 cm.) ma senza pressarle.

4) – Versare l’alcool nel contenitore fino a sommergere tutte le bacche di mirto. 

5) – Mettere il contenitore in un posto asciutto e buio e lasciare a macerare per 45/50 giorni.

6) – Verificare periodicamente il livello dell’alcool e aggiungerne se mancante.

7) – Dividere le bacche dall’essenza: scolare le bacche in un recipiente – mettere un colabrodo e rovesciare tutto il contenuto… L’essenza viene messa in una bottiglia di vetro e tenuta da parte –

8) – Pressare le bacche ma senza macinarle  in modo da estrarne l’essenza contenuta… aggiungere l’essenza ricavata dalle bacche all’altra già messa da parte… 

9) – Colare tutta l’essenza con un panno di cotone… Verificare la quantità di essenza ricavata complessivamente, perchè da ciò dipenderà quanta acqua con zucchero bisognerà preparare.

Nota 1): Ora, non conoscendo i quantitativi di bacche che avete a disposizione e di conseguenza neppure il quantitativo di essenza ricavata… Ipotizziamo che abbiate ricavato un litro di essenza: 

10) – Mettere sul fuoco una pentola con (1) un litro di acqua

11) Aggiungere (ad acqua fredda) 650 grammi di zucchero avendo cura di mescolare bene anche durante la fase di ebollizione.

12) – Portare e lasciare in ebollizione circa 13/15minuti –  Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare nello stesso contenitore.

13) -Prendere un bottiglione da due litri che sia ben lavato e asciutto… Versare l’essenza e lo sciroppo di acqua e zucchero fino a riempimento… Miscelare bene il tutto e conservarlo in luogo asciutto e buio per (15) quindici giorni circa, avendo cura di capovolgerlo ogni due o tre giorni affinché le microscopiche particelle di bacche si uniformino con i vari componenti.

 

DUE RICETTE SARDE

    

Porceddu

 

Un maialino da latte, lardo, sale e pepe.   

 privare il maialino delle interiora, raschiare bene la sua pelle e bruciacchiare le setole più resistenti. Lavarlo ed asciugarlo, poi infilzarlo in uno spiedo e farlo cuocere sistemandolo a 40-50 cm dal fuoco, verso il quale deve essere rivolta la parte ventrale. Quando il calore sarà arrivato alla cotenna, iniziare a girare lo spiedo, continuando sino a quando l’animale sarà cotto e avrà preso un bel colore dorato scuro. Mentre il maiale ruota, farvi colare sopra, goccia a goccia, un po’ di lardo infilzato in uno spiedo e messo sulla fiamma perché si sciolga; salarlo e peparlo bene da tutte le parti. A cottura avvenuta rlo su un vassoio coperto con foglie di mirto e servirlo caldo.

 

Arselle a schiscionera

 

1 chilo di arselle,aglio, prezzemolo, olio, sale

 

si lavano le arselle e si mettono al fuoco in un tegame senza acqua.
Una volta che il calore ha fatto aprire le valve si cola l’acqua che hanno emesso e si lascia decantare.
In un altro tegame si rosola in un bicchiere d’olio un battuto di aglio e prezzemolo, vi si versano le arselle col guscio e si allunga con l’acqua ben riposata. Si lascia cuocere il tutto per circa dieci minuti.
Si servono le arselle nei

piatti da minestra sul cui fondo possono essere adagiate delle fettine di pane fritto.
Nello stesso modo è possibile cucinare le cozze o un misto di arselle e cozze.

 

la cucina di cagliari

 

La cucina sardegna è figlia del territorio in cui risiedono le sue invasioni. Così come il territorio, la cucina sarda risulta essere schietta, semplice ma forte nei sapori.
Le caratteristiche  dell’isola ed il clima favoriscono lo svilupparsi di una cucina dai sapori unici di ingredienti al massimo della genuinità.
La Sardegna è riuscita, nel corso dei secoli, a costruire delle proprie caratteristiche agro-alimetari ben solide grazie anche al suo essere “isolata” .
La tradizione pastorale, forte in questa regione, ha dato origine ad una varietà sorprendente di prodotti tipici, nati, non solo dalla presenza di materie prime
connesse all’attività stessa, ma anche dalla necessità di sopravivenza, per tempi medio-lunghi, per il problema di esere isolata,quindi senza avere la possibilità di preparare cibi complessi.
Un esempio di quanto appena detto è rappresentato dal pane carasau  un pane  con una consistenza per poter conservarsi, il quale è un pane adatto ad essere consumato dai pastori durante il pascolo delle pecore ,sia per la duttilità dell’alimento stesso.
Insieme al pane, chiaramente, un’altra tipologia di prodotto base della cultura gastronomica sarda è il formaggio d’origine ovina, caprina e vaccina.
I formaggi, come altri
prodotti sardi, acquistano, in Sardegna, caratteristiche organolettiche di grande qualità, grazie alla natura dei pascoli, al clima che concentra ed evidenzia gli aromi mediterranei, al sistema di produzione e alle razze allevate.
Ma la Sardegna gastronomica non è solo questo, questa regione vanta, infatti, una varietà di sapori e prodotti anche per quanto riguarda la carne, il pesce, la verdura, i dolci ed i vini.

 

LA DOMENICA A TAVOLA

 

Antipasti                            barchette di melanzane……zuchine con la menta…carpacio di pomodori con  botarga…polpete di finocchietto———primi piatti     ravioli di melanzane con salsa di basilico maltagliati in crema di cavolfiore secondi piatti     porchetta all’arancia  e cotoletta in crosta di mandorla con contorno di patate alla parmigiana deser              tiramisu  ai frutti di bosco………………………………………………………………………….BUON APETTITTTTTTO………………………………

 

UNA BELLA SERATTA A DUE

  SONO I CUORI PER POTER FARE UNO SPUNTINO O UNA   SERATA CON CONPAGNO O CON LAM FIDANZATA DIFRONTE AL CAMINO CON UNA BELLA BOTIGLIA DI PROSECCO E QUESTI SEMPLICI CUORI .

100 gr di farina
100 gr di burro
100 gr di grana grattuguato
50 gr di pistacchi
1 uovo
pepe
salame tipo milano a fette
lonzino a fette

 

  

Impastate la farina con il burro a tocchetti, fino ad ottenere un composto sbriciolato. Incorporate il grana, i pistacchi sbollentati, spellati e tritati, l’uovo intero leggermente sbattuto e una macinata di pepe. Lavorate tutti gli ingredienti velocemente, a piene mani. Formate una palla, copritela con la pellicola trasparente e riponetela in frigo per un’ora. Trascorso questo tempo stendete una sfoglia di 5 mm di spessore, ritagliate dei biscotti ( in questo caso a forma di cuore) e poneteli in una teglia coperta da carta forno. Cuocete a 180° per 10 minuti nel forno preriscaldato. Servite i biscotti freddi aggiungendo a ciascuno una fettina di salame o una di lonza.

 

Dell’amore all’altro non è ad uno specifico giorno dell’anno si è tuti i giorni a tavola quando si dedica a preparare una squisita cena particolafre. Che l’altro possa essere non esclusivamente "l’innamorato" legittimo compagno lo ha dimostrato con i golosissimi cuori in tutto e "per tutti".
, bravissimo e buonissimi cuori d pasta sfogia ripieni del condimento di vostro gradimento.
Le sfogliatelle della prima foto sono state ricavate da pasta sfoglia ritagliata con le formine a cuore, spennellate con uovo e cosparse di semi di finocchietto  o sesamo